Tiro Libero di Luca Antonello – Maccan vs Mestrefenice

8 Ottobre 2026

“Mettersi insieme è un inizio. Rimanere insieme è un progresso”. Così aveva detto Henry Ford, il fondatore della storica Casa Automobilistica statunitense che sta ancora facendo fortuna per sottolineare l’ importanza della collaborazione nel mondo industriale. A sentirle queste parole appaiono facili da comprendere. Peccato però che quando arrivano davvero i momenti di difficoltà tutto diventi complicato da eseguire. Soprattutto quando all’ orizzonte pare non scorgersi un modo chiaro per imprimere una decisa e rapida svolta. Sembra proprio il caso della nostra squadra che presentandosi al debutto di stagione offrendoci un gioco frizzante accompagnato da due esaltanti vittorie in Coppa e in campionato aveva lasciato intendere di aver già trovato una buona intesa. E forte identità. Eppure quel rassicurante spirito condiviso guidato da promettenti trame ora dà l’ impressione di essersi perso nel buio della delusione, dei dubbi, dell’ incertezza. E dire che nel primo round della sfida con il MestreLaFenice i ragazzi, armatisi della consueta propositività, avevano fatto ben sperare lanciando l’ assalto al fortino difensivo dei veneziani attaccandolo sia con una pressione molto alta ispirata dagli inserimenti di Zecchinello e Dall’ o. Sia con scorrevoli sortite condotte di nuovo soprattutto sulla destra. Il problema è che poi gli “orange” hanno appoggiato alla prima occasione il pallone sfruttando un “traditorio” errore commesso proprio dal mago del palleggio Marquinho che ci ha portati ad “abbonarci” all’ ennesimo svantaggio immediato. Da quel momento in poi le Api non hanno più ritrovato il filo della manovra intraprendente tracciata nelle “quinte” della mediana dal “pilota” Di Guida e dal “pirata” Marquinho. E sono sprofondate nelle ceneri di un’ altra sconfitta purtroppo meritata. Così alla fine ecco far capolino alcuni punti di domanda: saranno stati più veloci e bravi i mestrini ad anticipare all’ inizio della ripresa la nostra reazione ? La squadra si sarà forse esposta troppo alle brucianti ripartenze di una Fenice abile a sfruttare un po’ i tiri da fuori e un po’ gli inafferrabili scatti collettivi, in particolare quelli di Villalva e Ruzzene ? Oppure sarà mancata di più la concretezza sotto porta e una certa reattività fisico – tecnica ? Tanti interrogativi e nessuna soluzione nitida. Potrebbe anche essere che la risposta sia fatta da tutti questi aspetti messi insieme come le tessere di un mosaico. Una sola cosa pare certa: la mancata capacità del gruppo di proporre una convincente opposizione generale. L’impressione, in questo senso, è che ora i nostri debbano forse cercare (per quanto possibile) di non cadere nella comprensibile eppur pericolosa tentazione di voler ritrovare ad ogni costo il prima possibile la vittoria. Tentazione che, contro i veneziani, ha portato spesso le Api a mettersi “in proprio”. O a costringere con prevedibili lanci i “bombi portapalloni” Grigolon – Dall’ o a spingersi in avanscoperta offensiva senza garantire loro un’ adeguata “scorta” di compagni. Ma,al contrario, pare che i ragazzi siano chiamati prima a fare “scorta” di maggior serenità, pazienza ed attenzione. Poi, a rimanere uniti e “lottare” rafforzando ancor di più fuori e dentro il campo l’ intesa che stava emergendo con i “nuovi” . Ciò in modo da provare, con la collettiva forza del gruppo, a fronteggiare il rischio di lasciarsi andare al nervosismo e a divisioni tra i compagni che potrebbero creare guai peggiori. E tentare di compiere un altro salto di qualità mosso ancora da quelle manovre scandite da un’ equilibrato tempo di esecuzione, ma allo stesso tempo pure intraprendenti ed efficaci che, pur con l’ “aiuto” di un ospite ritiratosi indietro, ci hanno permesso di “timbrare” due gol – consolazione. Perché, come ha detto anche Henry Ford: “mettersi insieme è un inizio. Rimanere insieme è un progresso”.