Il risveglio delle Api. E alla fine sono tornati. Per farlo, contrariamente all’ abitudine di questi piccoli animali che non amano muoversi quando c’è vento o è troppo umido, i nostri eroi sportivi hanno scelto una cupa notte senza stelle bagnata da una fitta pioggia e una sfida che, come tutte quelle sostenute finora, a dispetto delle previsioni si è dimostrata fin quasi alla fine molto scomoda da gestire. L’ incontro con i Saints Milano infatti ha ben presto messo in mostra la personalità e l’abilità dei lombardi nel saper sia sfruttare degli scatti e delle sponde prodotti sulla sinistra capaci di garantire spesso improvvisi cambi di gioco sulla corsia opposta. Frequenti capovolgimenti di fronte, in particolare, arricchiti da altrettanto rapidi inserimenti favoriti da “tagli” verticali tracciati spesso dalla destra. Sia la loro capacità di proporre di tanto in tanto una pericolosa pressione alta. Ovvero mosse che permettendo agli ospiti, anche con l’ ” aiuto” di una nostra certa dose di imprecisione denunciata in difesa e in attacco a causa di un’ eccessiva fretta di esecuzione ed esuberanza offensiva, prima di andare per due volte in vantaggio in un solo minuto e poi di vanificare con un momentaneo pari gli sforzi compiuti per raddrizzare la partita, stavano incominciando a far rieccheggiare il triste detto: “al peggio non c’ è mai fine”. Invece questa volta i ragazzi, pur ancora braccati dalla fretta stuzzicata dalla (comprensibile) ansia di voler recuperare subito, sono riusciti a riversare nella maniera giusta tutta la loro frustrazione e ardente desiderio di rivalsa. Lo hanno fatto all’ inizio sorvolando, nel bel mezzo della pioggia che cadeva fitta fuori dal PalaPrata, il folto, ma non molto ordinato e compatto “castello” difensivo ospite un po’ lasciandosi guidare dall’ esperta regia dei “piloti” Di Guida e Dall’ o. Un po’ facendosi trascinare dal famelico istinto di Marquinho che, con la sua truce faccia “da pirata” e l’ imprevedibile qualità, ha scosso la squadra. Poi il gruppo ha avuto il merito di ribaltare completamente il match imprimendo nella ripresa un insistito possesso. Un avvolgente palleggio supportato a volte da esemplari ripiegamenti difensivi che, con l’ efficacia favorita dai ragionati suggerimenti dettati dal “professore”, il “Pirlo di Prata” capitan Spatafora e dagli inserimenti proposti dall’ instancabile ringhiosa “ape soldato” Zecchinello e dal “bombo portapalloni” Grigolon, per fortuna ha permesso di confermare anche che “toccato il fondo si può sempre risalire”. E forse potrebbe aver pure indicato alla squadra la strada da seguire in futuro. Quest’ ultima sfida infatti attraverso il suo andamento sembra ora suggerire ai nostri di provare, prima, a conservare la stessa pazienza, calma e massima attenzione sfoderate in fase di impostazione nella ripresa. Poi, di cercare di continuare a far valere la personalità e la feroce grinta sottolineate nel primo tempo. Ciò in modo da mettere la squadra nelle condizioni di tentare di riproporre con continuità una manovra mossa da maggior visione d’ azione collettiva e capacità sia di mantenere il possesso, sia di regolare meglio il ritmo sia di scegliere i tempi giusti nel dettare i passaggi e sia di scattare in attacco mostrate alla fine della gara. Ovvero un gioco che possa sforzarsi di garantire non solo la stabilità e sicurezza trasmesse dal “meditatore di yoga” Grigolon, ma al momento giusto anche la vivacità, la rabbiosa intraprendenza e la concretezza esaltate ad esempio dal “pirata” Marquinho”. E cercare di permetterci di confermare il definitivo risveglio delle Api.