Tiro Libero by Luca Antonello – Maccan vs Cesena

21 Aprile 2026

Sono trascorsi ben 8 mesi regolarmente scanditi da weekend animati da palpitanti duelli da quel pomeriggio settembrino di fine estate in cui il pallone, in occasione del primo turno di Coppa Divisione, ha prima incominciato a rotolare sospinto dalla forte voglia di ricominciare e dalle aspettative. Poi ha preso a correre, ritrovandosi a cercare di superare l’opposizione di contrasti a volte combattuti, ma leali, a volte truci e “censurabili”. A seguire le eleganti e imprevedibili traiettorie tracciate dalla fantasia di piedini imbottiti di cristallino talento. Ad essere lanciato con brutale violenza verso la porta. Schiaffeggiato dalle pronte respinte dei portieri. O a regalare stupore facendo rieccheggiare con clamore, di tanto in tanto, i pali. Tutto ciò fino al momento in cui anche il triplice fischio dell’arbitro se n’è andato lasciando spazio solo ad una piatta quiete che subito si è impadronita delle mura di casa. Un silenzio il quale ha fatto sentire da una parte l’ansimante orgoglio di una squadra come sempre stremata dalla fatica, ma fiera di aver saputo tenere fino alla fine testa all’ “avversario” congedandosi dal nostro fedelissimo pubblico offrendo una delle migliori esibizioni della stagione. Tuttavia, dall’altra, il silenzio animato da contenuti saluti e sorrisi ha anche portato il tenue eco del rimpianto. Il rammarico cioè di non essere riusciti ancora, per vari motivi, a conservare in tutta la gara (e a riproporre quasi ad ogni partita) gli stessi aspetti positivi presenti all’interno della prestazione convincente mostrata proprio in quest’ ultima uscita al Palaprata. Un “motivetto” caratteriale e tecnico  che è tornato a  far “risuonare” innanzitutto la sua parte più entusiasmante quando i ragazzi, caricati dalla voglia di tornare ad “incassare” un risultato soddisfacente atteso in via Alessandro Volta da un mese e per nulla intimoriti dal 2° posto in classifica sfoggiato a mo’ di eloquente “biglietto da visita” dal Futbol Cesena, si sono presentati dimostrando di saper tenere in gran parte bene il campo soprattutto nel primo round. I nostri infatti, fino ad un certo punto,  hanno sia avuto il merito di mettere in risalto la fondamentale capacità di riuscire ad intuire i momenti giusti per “inceppare” il gioco “rivale” respingendo con buona frequenza e sicurezza gli insidiosi  tentativi di incursione sferrati in contropiede dagli ospiti. Ciò dispiegando un ordinato e compatto “cordone” difensivo reso stabile da un’infaticabile attenzione ed apprezzabile coordinazione di movimenti messi a disposizione dalle “colonne portanti” Spatafora e Caregnato. Sia il pregio di azzeccare l’andatura ideale per cercare, allo stesso tempo, di  guadagnare il controllo del match, da una parte equipaggiandosi di calma e pazienza. Ovvero doti che hanno permesso alla squadra di orientarsi e farsi largo nella “piazza” della mediana spesso affollata dalla folta presenza dei cesenatici lasciandosi guidare da una fitta e insistita scia di passaggi tracciati con ragionata velocità e accurata precisione. Dall’ altra, tornando ad estrarre un’intraprendenza la quale è riuscita a mettere molte volte le Api nelle condizioni di intrufolarsi in massa all’interno dell’area messa a nudo dalle grandi “crepe” aperte nella “rocca” difensiva romagnola sfruttando un insistente pressione alta ispirata da notevole dinamicità. Ossia la dinamicità, prodotta da un attacco all’inizio privo nelle sue caratteristiche di prime punte di “riferimento”, in particolare alimentata dalle diverse “facce tattiche” mostrate un po’ da Zecchinello. “Dado” abile, grazie alla sua consueta esperta bravura  di saper interpretare più ruoli favorita da un’invidiabile reattivita’ di visione ed esecuzione, nel scorrere a volte in difesa per effettuare pronti rientri e chiusure. A volte  in mediana per contribuire a ravvivare le azioni. E a volte in attacco, per sostenere la carica offensiva. Un po’ da Khalil, esemplare nel rimettere in evidenza la stessa capacità di saper aiutare i compagni dietro, ma anche farsi trovare pronto in avanti espressa anche da Ceccon. Incessante movimento collettivo mosso inoltre, in parte, da un’altrettanto non comune “intelligenza” strategica e adattabilità ribadite da Felix. Un “folletto” tornato pronto sia nell’apparire prima nell’ area “comandi” della mediana insieme ai generosi co – registi Di Guida – Caverzan- Bottosso per aiutare a guidare con la sua inafferrabile velocità la manovra. Sia di nuovo efficace nel creare scompiglio riapparendo poi, con imprevedibile frequenza, sulla sponda sinistra del campo. In parte, da un’oculata rapidità nel riuscire ad indovinare i tempi giusti compiuti per lasciarsi trascinare dalle sponde generate di tanto in tanto dagli scatti in profondità eseguiti dal prezioso “bombo portapalloni” Dall’o. O da cinici contropiedi. Tutto ciò fino, appunto, ad un certo punto. Perché poi purtroppo, proprio nei momenti della partita in cui sembrava che i nostri fossero in buon controllo o che comunque no dovesse spuntar fuori niente di particolare, ecco che le Api si sono ritrovate ancora ad essere protagoniste del “solito” triste “ritornello” fatto di improvviso sorpasso e recupero compiuto dagli ospiti. A smarrire inaspettatamente la gestione del gioco. E, con essa, anche i tre dolci punti contenuti all’interno della sfida. Un duello che, alla fine, ha restituito ai ragazzi quella che forse si potrebbe considerare una fedele “fotografia” dell’intera stagione. Una “fotografia” la quale ci ha mostrato il felice “profilo” di una squadra capace di sorprenderci, incantarci, esaltare l’indomabile Curva dei Briganti e regalare ottimismo e sensazioni positive. Ciò grazie a quella bravura nel saper esprimere la grande determinazione presente in tutti i ragazzi. L’ abilità strategica offerta dal “Re tattico” Sbisa’ e l’ incredibile ed inesauribile voglia di non mollare mai. Perseveranza, testimoniata dalla maggior percentuale di gol “seminati” nella ripresa (ben 15 fatti tra il 61’ e il 65’) che, dando modo ai nostri di ottenere all’inizio una delle migliori difese (38 gol subiti) e dei migliori attacchi (46 gol fatti, grazie anche al contributo di un bomber, Grigolon, dimostratosi all’altezza della sua fama con i suoi 17 centri), ci ha permesso addirittura di lottare per tutto il girone d’andata per il primo posto. “Fotografia” la quale però ha anche svelato un lato oscuro del gruppo. Ragazzi che, con l’arrivo del cambio di “rotta” del girone di ritorno (pure un po’ per merito degli “avversari” in grado di sfoderare portieri “supereroi” e per colpa di pesanti infortuni arrivati nei momenti sbagliati) non sono riusciti a mantenere sempre la giusta “direzione” di approccio e di gioco ritrovandosi a concedere spesso gli stessi limiti. Limiti tipo inaspettate leggerezze che hanno favorito molte volte le dolorose iniziative “rivali” come ad esempio la prima fulminea ripartenza messa a segno dal Futbol Cesena. La difficoltà nel mantenere in più partite una buona visione richiesta per fare le scelte giuste, l’ intesa nei movimenti e la capacità di saper regolare nel momento adatto il ritmo. La tendenza nel voler cercare, nelle situazioni più complicate della partita, a mettersi “in proprio” anziché insistere nell’affidarsi al gioco di squadra. E, soprattutto, la preoccupante frequenza nel lasciarsi andare a clamorose e inspiegabili amnesie difensive come quella che ha permesso al Cesena di accorciare. O ad ingenuità nel concedere certe occasioni che, come nel caso del terzo gol preso a soli 2” dalla fine contro i romagnoli, sono più volte costate la conquista di soli 8 punti (6 intascati tra le nostre mura prima quasi inviolabili). Al di la’ di tutte queste considerazioni, ora non è rimasto  che solo il lungo  “intervallo” estivo. Una “pausa” che però, con la sua carica di forze fresche e la rinnovata fiducia riproposta dai ragazzi che forse verranno riconfermati o da quelli che eventualmente arriveranno, potrà cercare di rinvigorire la passione e la tradizionale intraprendenza del nostro Club aiutandolo a produrre quella “ventata” di ravvivato entusiasmo necessaria per provare a far tornare di nuovo a “volare” le Api.